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Non
è per nulla facile risalire all’origine del nome, soprattutto
a causa dell’etimo di Sesto. Quest’ultimo, verosimilmente,
prende origine da Sesto Aurelio, prefetto di Venafro ai tempi di
Augusto e Tiberio (27 a.C.-37d.C.); ciò è confermato dal fatto
che nel paese è dedicata, alla suddetta persona, una lapide.
Alcuni ritengono, forse a sproposito, che il nome derivi
etimologicamente dalla vicinanza del CVI (centoseiesimo) miglio
della Via |

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Latina.
Ciò forse è errato perché il centro si trova a più di dieci
chilometri da quella lapide miliare. Nel 1863 venne aggiunto
l’aggettivo “Campano” per distinguere il comune da altri
cinque omonimi. Molti si chiedono come mai sia stato dato
l’aggettivo “Campano” quando il paese faceva già parte
del Molise; questo forse avvenne perché si ritennero più
importanti le origini del centro rispetto alla sua storia
contemporanea. Nei tempi longobardi Sesto fu uno dei
trentaquattro capoluoghi delle Contee in cui fu diviso il ducato
di Benevento. Nel 1040 i conti di Sesto aiutarono Pandolfo,
principe di Capua, contro l’imperatore Corrado. Da questo
momento, fino al XIV secolo non si hanno notizie del centro, se
non grazie a tradizioni orali non proprio attendibili. Nella
prima metà del XIV secolo, Sesto era in feudo ad Andrea e
Nicola Rampini che erano ancora in vita nel 1352. Ai Rampini
successero i della Ratta. Questa famiglia aveva origini iberiche
e un suo esponente, Diego della Ratta, venne citato da Boccaccio
nel Decamerone.
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