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Il
nome del comune prende origine dal fatto che nell’antichità
il territorio, dove oggi sorge il paese, era chiamato terra di
“Magliano”, essendo sorto sui ruderi dell’antica e
distrutta “Maglianello”. Per parecchi secoli il paese era
noto come Santa Croce dei Greci perché ospitava un’ingente
colonia di albanesi che liturgicamente osservavano il rito greco
(prova, ne sono i lasciti linguistici come”marauasce”, i
fuochi in onore di |

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Sant’Antonio
nella notte del 19 Marzo, “sciusciafuoche”, il soffietto per
attizzare il focolare, i cognomi Licursi, Crapsi). Gli albanesi
giunsero nel Molise intorno alla seconda metà del XV sec.,
guidate da Giorgio Castriota Skanderberg, al quale Ferdinando II
d’Aragona aveva concesso territori, quale compenso per
l’aiuto ricevuto contro le truppe dei D’Angiò. Il primo
documento che certifica l’esistenza di Santa Croce, è datato
1240 anche se non si esclude che il nucleo possa vantare natali
più arcaici. L’agro di Santa Croce, fu sballottato tra i vari
casati legati ai signori che si avvicendarono nella conquista
delle terre italiane del Sud. Non sorprende quindi l’esistenza
di testimonianze scritte che menzionano Santa Croce
all’interno delle lotte tra personaggi storici quali Carlo V e
Francesco I, suo ventennale rivale francese, in questo periodo
il paese fu ceduto al demanio. Qui restò fino al 1707, anno in
cui Telese Bartolomeo Ceva Grimaldi ne prese possesso.
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