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Il
Comune prende il nome da quello di una Chiesa, intitolata a S.
Massimo, un vescovo vissuto nel IV secolo. Il Comune di San
Massimo non ha nessuno stemma particolare. Le prime notizie che
abbiamo sul borgo risalgono al regno di Carlo II d’Angiò,
quando il feudo di era diviso in tre parti. Una di queste parti
apparteneva a Giovanni Scotto. Nel secolo XIV, San Massimo fu
feudo della famiglia del Tufo, che poi lo cedette alla famiglia
dei |

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Galeota
che, a sua volta, lo vendette, durante il secolo XVI, a quella
dei Gaetani. Camillo Gaetani nel 1538, all’epoca di Ferdinando
il Cattolico, vendette San Massimo ad un cavaliere francese,
Francesco Villaut; che però tenne per poco tempo il controllo
sulla signoria, dato che Berardino Gaetani, erede di Camillo,
esercitò il diritto sul feudo avvalendosi della legge del
retrovendendo, e successivamente nel 1546 lo vendette ad Antonia
de Gennaro. La famiglia dei Gennaro conservò il possesso del
feudo dal 1546 al 1806, anno dell’estinzione della feudalità.
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