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Nel
XII secolo il Comune era detto “Pesclum lanzanum”. Che cosa
volesse esprimere il termine “lanzanum” non è tuttora
chiaro agli storici, c’è meno mistero, invece, attorno al
termine “Pesclum”che sta a significare pietra o macigno;
infatti, era in uso chiamare con questi termini le popolazioni
che vivevano su rupi aspre e ripide. Durante il dominio
normanno, ai tempi di Guglielmo II, il paese di Pescolanciano
era feudo di |

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Berardo
de Calvellis, dal quale fu ceduto al signore di Castropignano.
Nell’epoca sveva il paese era feudo di una famiglia omonima,
come avvenne anche per altri paesi come Gambatesa, Montagano,
Sessano e Lupara. Tra i titolari di questo periodo si ricordano
Ruggiero di Pescolanciano, milite di Federico II, Teodino di
Pescolanciano, Giustiziere per il contado del Molise, ed infine
Guglielmo di Pescolanciano, menzionato nei Registri del 1239. Il
paese fu feudo, in proseguo., della famiglia d’Evoli, ma
questa signoria non si protrasse che fino all’avvento della
monarchia angioina. Infatti, nel 1274 Pescolanciano era in
possesso di Tommaso Carafa che n’affittò l’agro al
Monastero napoletano di S. Gregorio Armeno, sito in prossimità
di S.Biagio dei Librai.
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