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Il
toponimo compare intorno all’800 ed è legato alla
particolarità del sito dove si dispose l’abitato;
“Pesclum” (dal latino pesculum, basamento roccioso) era
stato dato a Guglielmo di Pesco, ma è probabile che costui non
fosse altro che un suffeudatario della Badia Cassinese, che le
aveva dato vita mediante i coloni che vi aveva radunati per
coltivare le terre circostanti.Al tempo della monarchia
durazzesca, o meglio all’esordio della |

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stessa,
Pesche era terra di Amelio di Sangro, al quale era intestata nei
registri del 1392. Non è certo, però, da quanto tempo i Sangro
l’avessero avuta in feudo, e fino a quando durasse il loro
dominio. Nel 1496, con diploma del 9 febbraio, Re Ferrante II
confermava alla città d’Isernia il castello di Pesche, il
quale da molto tempo era tenuto in feudo da quella. Non si hanno
notizie particolari su Pesche riguardo il secolo XVI: ciò
induce a pensare che Pesche abbia continuato ad essere, in
questo periodo, feudo d’Isernia. Alla fine del secolo XVI
troviamo però che Pesche era soggetta alla famiglia Spinelli
con titolo ducale sul luogo.
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