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Per
la maggior parte degli scrittori, il paese di Agnone fu fondato
nel V secolo d.C., sui resti dell’antica e potente “Aquilonia”,
che fu smantellata dalle legioni romane e della quale Tito Livio
narra le vicende e la sventura finale nella prima Deca. A
sostegno delle loro convinzioni, questi scrittori analizzano la
radice della parola “Agnone”, che a loro parere non è altro
che il risultato della comune metamorfosi che la maggior parte
delle parole subisce nel |

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tempo;
quindi, partendo da “Aquilonia”, si ebbe in principio “Angulonum”,
successivamente “Anglona” ed infine “Agnone”.Analizzando
però il problema dal punto di vista storico, si arriva alla
conclusione che il paese di Agnone non ebbe per madre la vecchia
città di Aquilonia: infatti, sorgendo sulle ceneri della
prestigiosa città distrutta dai romani, Agnone sarebbe dovuto
divenire il punto di riferimento per tutti i luoghi circostanti,
mentre si scopre che nel periodo longobardo, quando il Ducato di
Benevento fu diviso in Contee, Pietrabbondante ne fu capoluogo e
sede comitale, e non Agnone; lo stesso nel periodo normanno,
quando la diocesi ebbe un assestamento pressoché definito,
Agnone non fu considerata tale da poter accogliere una cattedra
episcopale, che invece fu installata a Trivento. Dell’epoca
longobarda sono giunte a noi notizie di due soli feudatari che
possedettero il paese di Agnone: Berardo, Conte d’Isernia e
suo figlio Radoisio.
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